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Introduzione alla Pianificazione previdenziale

All’interno di una efficace consulenza patrimoniale, si sviluppa la pianificazione previdenziale che si esplica nelle due fasi principali del ciclo di vita del risparmio: quella di accumulo del risparmio pensionistico (obbligatorio e volontario) e quella di quiescenza o di erogazione della pensione pubblica e decumulo del risparmio finalizzato a scopi previdenziali. Per raggiungere il benessere pensionistico, occorre mettere in atto una corretta pianificazione previdenziale, risultato di un agire in maniera previdenziale che corrisponde a un atteggiamento mentale di responsabilità verso il proprio benessere e quello della propria famiglia e a una focalizzazione di tale disposizione – attraverso una consulenza professionale – alla soddisfazione dei bisogni previdenziali.

 In sintesi la pianificazione previdenziale è il processo di analisi dei bisogni previdenziali e di quantificazione del fabbisogno pensionistico finalizzato alla loro soddisfazione, ovvero al benessere pensionistico.

Bisogni previdenziali

I bisogni previdenziali di un individuo fanno riferimento a:

accumulazione di risorse economiche;  

protezione delle risorse accumulate e del capitale umano;

copertura dal rischio di longevità, ovvero il rischio che l’individuo viva più a lungo di quanto stimato e pertanto abbia un fabbisogno di reddito pensionistico maggiore di quanto stimato in fase di pianificazione.

La pianificazione previdenziale consta di quattro fasi:

1. consulenza pensionistica mirata a valutare il gap pensionistico, ovvero la differenza tra l’ultima retribuzione e il primo assegno pensionistico pubblico,

2. analisi di tutti i possibili redditi pensionistici pubblici e privati, personali e famigliari;

3. pianificazione previdenziale nel periodo di vita ancora attiva tesa a colmare eventuali deficit di reddito previsto;

4. gestione delle risorse in periodo di quiescenza affinché queste siano mantenute e protette per tutta la durata del pensionamento e copertura assicurativa rischio longevità;

Ognuna di queste 4 fasi a sua volta può essere suddivisa in ulteriori “sottofasi”.

La pianificazione previdenziale non si conclude infatti con l’accesso alla pensione ma prosegue in fase di quiescenza con la finalità di proteggere le risorse accumulate e di favorire il rispetto delle volontà di trasferimento della ricchezza personale.

 Le quattro fasi della pianificazione previdenziale possono essere così sintetizzate:

fase 1: consulenza pensionistica

• valutazione del reddito pensionistico pubblico dellindividuo e della sua famiglia (analisi previdenziale e busta arancione);

 • individuazione gap previdenziale;

fase 2: pianificazione in fase di accumulo

• valutazione del tenore di vita desiderato in fase pensionistica (fabbisogno pensionistico);

 • valutazione di tutti i redditi pensionistici, pubblici e privati, personali e famigliari

fase 3: pianificazione in fase di accumulo

• pianificazione del risparmio finalizzato a soddisfare il fabbisogno previdenziale ovvero a raggiungere il benessere pensionistico per il tempo di aspettativa di vita residua;

 • copertura dai rischi di capitale finanziario e umano (vita della persona, perdita di reddito/contributi da lavoro e rischi patrimoniali in genere) a tutela degli obiettivi previdenziali e di trasferimento della ricchezza;

fase 4: gestione ricchezza pensionistica in fase di quiescenza:

 • individuazione e gestione corretto mix di rendite/redditi vari e capitale;

 • trasferimento all’esterno del rischio di longevità (copertura assicurativa);

• pianificazione e rispetto desiderata di trasferimento della ricchezza personale;

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